Dentro un progetto complesso come “Good Design City”, presentato all’ADI Museum di Milano, c’è un elemento che più di altri racconta un cambio di paradigma: la parete. In questo contesto si inserisce il contributo di Profilia, che porta all’interno dell’installazione una soluzione capace di unire flessibilità progettuale, semplicità applicativa e integrazione con materiali e finiture evolute. La parete diventa interfaccia tra architettura e impianto.
La parete non più semplice superficie verticale, ma sistema attivo, personalizzabile, tecnologico. Un elemento che entra a pieno titolo nel linguaggio dell’architettura contemporanea e, inevitabilmente, anche nel mondo del serramento, grazie alla ricerca di Profilia.

Dalla superficie al sistema
Il principio, spiega James Cobuccio alla testa di Profilia, è tanto semplice quanto efficace: trasformare la parete in un’infrastruttura modulare. Il sistema si basa su profili in alluminio estruso, leggeri, stabili, completamente riciclabili, progettati per essere installati a secco, senza interventi invasivi. Un approccio coerente con tutta la logica dell’installazione: rapidità, reversibilità, pulizia. I moduli si inseriscono uno nell’altro con un sistema telescopico, creando una struttura ordinata e continua, fissata alla parete tramite punti nascosti. Il risultato è una superficie pulita, tecnicamente solida, ma soprattutto aperta alla personalizzazione. Non è un dettaglio: è il cuore del progetto.
La parete configurabile
Qui il tema diventa interessante anche per la filiera. La parete Profilia introduce un concetto di configurabilità che va oltre il prodotto standard. Il sistema “barcode”, così definito per la possibilità di alternare listelli di diverse dimensioni, consente di costruire pattern unici, modificabili anche nel tempo. Un linguaggio semplice, ma estremamente efficace: listelli piccoli, listelli grandi, sequenze, variazioni. Il progettista può intervenire, ma anche l’utente finale e questo apre uno scenario nuovo: la possibilità di intervenire sugli spazi senza necessariamente passare da un cantiere tradizionale.

Mediterranean
Ovvero identità, memoria e nuova estetica del serramento. Dentro questo percorso si inserisce anche la nuova collezione Mediterranean, firmata dall’architetto Massimiliano Mandarini, che rappresenta forse il passaggio più interessante dal punto di vista culturale. Qui il tema non è solo tecnico, ma identitario. Profilia lavora su un terreno poco battuto dal settore: quello della contaminazione tra tradizione e innovazione. Le geometrie e i motivi della cultura mediterranea – in particolare le ceramiche vietresi – vengono reinterpretati in chiave contemporanea, dando vita a superfici che non sono più neutre, ma narrative.
E l’infisso?
Il serramento, in questo caso, smette di essere elemento invisibile e diventa parte attiva del progetto architettonico. Il segno distintivo è il corbezzolo: pianta simbolo della tradizione italiana, le cui cromie richiamano il tricolore. Un elemento decorativo che diventa linguaggio, declinato in versioni monocromatiche e policrome, capace di dialogare con lo spazio senza risultare invasivo. Non è un’operazione estetica fine a sé stessa. È un tentativo, riuscito, di riportare nel prodotto industriale una dimensione culturale, oggi spesso sacrificata sull’altare del minimalismo e della standardizzazione.
Materiali e finiture: il ruolo delle superfici
Altro punto chiave è l’integrazione con i film di rivestimento, sviluppati in collaborazione con aziende come Renolit, da anni impegnate nella ricerca di superfici durevoli, sostenibili e stabili nel tempo. Il risultato è una combinazione tra struttura tecnica e pelle estetica, dove la qualità del materiale diventa parte integrante del progetto. Un passaggio non secondario, soprattutto per un settore, quello del serramento, che da tempo sta evolvendo proprio nella direzione dell’integrazione tra performance e design.
Funzioni integrate: dalla climatizzazione al verde
Ma la vera evoluzione del sistema è nella sua capacità di integrare funzioni. Non più solo rivestimento, ma elemento attivo.
Tra le soluzioni presentate:
- listelli termici a basso consumo per il comfort localizzato
- sistemi di nebulizzazione per il raffrescamento outdoor
- moduli con verde stabilizzato o vegetazione viva
- integrazione di elementi tecnologici e accessori
È un passaggio chiave: la parete diventa interfaccia tra architettura e impianto.
Un ponte verso il serramento
Per chi opera nel mondo dei serramenti, il messaggio è chiaro. Sistemi come quello proposto da Profilia non sono concorrenti, ma complementari. Parlano lo stesso linguaggio: modularità, integrazione, prestazione.
E aprono scenari concreti:
- superfici coordinate tra parete e infisso
- integrazione di tecnologie (fotovoltaico, sensori, trattamenti)
- nuove possibilità di personalizzazione
In altre parole, il serramento non è più un elemento isolato, ma parte di un sistema più ampio. In un settore abituato a misurarsi con prestazioni e normative, progetti come questo introducono un elemento diverso: il senso. Non solo efficienza, ma identità, non solo prodotto, ma racconto. Forse è proprio da qui che passa la prossima evoluzione del serramento.
Fonte: cosmoserr.it
La parete diventa sistema. Lo attesta Profilia all’ADI Museum